La Madonnina della Pace alla Bergamina

Chiudiamo il capitolo con la più recente delle cappelle costruite dalla popolazione di Sizzano, ma certo non l'ultima
nel suo sentimento religioso. L'origine della cappella alla Bergamina si deve non a particolari fatti locali,
bensì allo spontaneo moto di ringraziamento per la cessazione del secondo sanguinoso conflitto mondiale, per il
quale anche Sizzano pagò il suo tributo di vite umane. Il nostro paese non fu direttamente coinvolto nelle azioni
della guerriglia partigiana dopo il settembre del 1943, nè ebbe a soffrirne particolarmente le repressioni attuate
dalle forze naziste e da quelle fedeli alla Repubblica di Salò, come avvenne iftvece per le confinanti Fara e Ghemme.
Sui colli sizzanesi, tuttavia, ebbero i loro nascondigli e le loro basi i partigiani della brigata "Volante Loss",
attiva in tutto il Novarese e la Valsesia tra il 1943 e il 1945. Luogo particolarmente frequentato e sicuro fu per loro
la cascina Bergamina, che sorge isolata e nascosta in un avvallamento presso il corso della Strona. Proprio in quel
luogo, a ricordo di tante sofferqnze patite dalle popolazioni e dai combattenti, a suffragio delle vittime del la
guerra e a ringraziamento per la libertà e la pace riottenute, fu innalzata già nelle settimane immediatamente
seguenti il 25 aprile 1945 la statua della Madonnina, scolpita in marmo di Candoglia dallo scultore Malerba della
Fabbrica del Duomo di Milano. L'immagine fu inaugurata solennemente la prima domenica di agosto del 1945, nel
corso di una festà popolare cui intervennero le autorità provinciali e i principali capi del movimento partigiano
novarese, tra cui Cino Moscatelli. Due anni dopo, il 3 agosto 1947, il medesimo vescovo apriva al culto la cappelletta
costruita davanti al pilone della Madonnina. Da allora, la prima domenica di agosto è la data di un festoso e
frequentatissimo appuntamento popolare.